Novità

01.02.2017

Salute e medicina

La distrazione aiuta a risolvere i problemi.

Secondo i ricercatori dell’Università di Toronto (Canada) e dell’Harvard University di Cambridge (Usa) la tendenza a distrarsi non è necessariamente negativa, anzi potrebbe risolvere i problemi. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences, gli anziani, che hanno una soglia di attenzione più bassa e tendono maggiormente a distrarsi, potrebbero essere più bravi dei giovani nello svolgimento di diversi esercizi cognitivi.

Siamo anziani, risolviamo problemi

Durante l’indagine sono stati studiati i risultati di diversi studi comportamentali e di ricerche basate sull'impiego di tecnologie di neuroimmagine. Grazie all’analisi è emerso che farsi distrarre facilmente potrebbe avere effetti positivi. Infatti è stato osservato che chi possiede un elevato controllo cognitivo è in grado di mantenere l’attenzione focalizzata su ciò che sta facendo e tende a ignorare le fonti di distrazione, privandosi della possibilità di cogliere eventuali spunti dall’ambiente esterno.

Al contrario chi, come gli anziani, ha un ridotto controllo cognitivo, è maggiormente in grado di rilevare suggerimenti dall’ambiente che lo circonda, riuscendo a trovare soluzioni più creative. I ricercatori concludono, pertanto, che gli anziani potrebbero essere più bravi dei giovani nello svolgere esercizi di problem-solving, perché hanno maggiori probabilità di distrarsi e di individuare soluzioni più fantasiose ai problemi.

“La letteratura dà l'impressione che gli anziani siano essenzialmente condannati una volta che le loro capacità cognitive cominciano a declinare, mentre in realtà molte persone di una certa età affrontano con successo i problemi quotidiani – precisa il dottor Amer -. Questo dimostra che gli anziani non hanno sempre bisogno di avere un elevato controllo cognitivo”.