Novità

06.04.2016

Normativa e adempimenti

Le speranze per il futuro della assistenza agli anziani

Il sistema Welfare state italiano, con la sua burocrazia, è ampiamente al di sotto dei fabbisogni degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Le Agenzie di Lavoro si sono dimostrate un utile sostegno integrativo a queste ultime.

Parlare di anziani vuol dire parlare di noi, dei nostri figli e delle generazioni future, ecco perché una delle argomentazioni più frequenti riguarda l’assistenza di anziani che con il passare degli anni perdono l’autonomia a svolgere un normale ciclo di vita. Una società moderna ha il dovere di garantire il diritto di vivere con dignità. Secondo recenti dati del CENSIS in Italia ci sono circa 2.550.000 anziani con limitazioni funzionali e circa 1.300.000 anziani con gravi limitazioni funzionali.

L’assistenza agli anziani oggi

Attualmente l’assistenza dei nostri anziani è relegata in parte al sostegno familiare diretto, quello che comunemente viene denominato “Caregiver”, in parte è relegata a ricoveri in strutture, spesso poco adatte a poter fornire un’assistenza adeguata ed in parte all’utilizzo di assistenti familiari domiciliari, comunemente identificati come Badanti, che a volte devono adattarsi ed improvvisare la loro professione alimentando ulteriori disagi a carico dell’anziano ed alimentando il lavoro sommerso.

Sembra chiaro, quindi, che la società e le istituzioni, per poter migliorare le condizioni di assistenza degli anziani dovrebbero intervenire su 3 fronti: favorire il “Caregiver”, imporre degli standard minimi di qualità per le strutture di ricovero e governare al meglio il sistema Badanti. Agire sui primi due fronti significherebbe prevedere una tempistica a lungo termine, con il rischio di disperdere nel tempo le risorse da investire.

Meglio sarebbe intervenire nel terzo fronte, quello delle badanti e delle assistenze domiciliari. Alcune amministrazioni pubbliche hanno già intrapreso questo percorso, ma con iniziative scollegate ed ancora poco efficaci: ad esempio, ci sono Regioni che hanno creato un albo professionale dedicato alle badanti e, parallelamente, stanziato contributi a favore di famiglie che si avvalgono di assistenti familiari. É sicuramente un primo passo importante, pur non potendo fare a meno di evidenziarne i limiti: redigere un albo professionale potrebbe ridursi ad un mero elenco di nominativi, se a questo poi non si fa seguire un coordinamento e una verifica per controllarne l’efficacia e l’affidabilità. Così come l’accesso ai contributi rivolti alle famiglie dovrebbe essere semplificato, riducendo quei cavilli burocratici che spesso ne riducono l’utilizzo e quindi i benefici.

Le prospettive

La novità positiva degli ultimi anni è che le istituzioni hanno iniziato a creare delle alternative alla gestione esclusiva del lavoro famiglia-badante consentendo l’utilizzo del contratto domestico anche alle Agenzie di Lavoro. In questo modo si è creato valore aggiunto, in quanto le Agenzie favoriscono sia il coordinamento ed il controllo degli operatori, sia favoriscono una crescita professionale adeguata. Questo grazie alla cultura della formazione attraverso corsi organizzati e dedicati ad operatori del settore.

Non è un caso che durante gli ultimi anni, le famiglie che si rivolgono ad Agenzie di Lavoro per l’assistenza di anziani sono cresciute in maniera esponenziale, creando anche una economia globale in quanto favoriscono la diminuzione del lavoro sommerso.