Novità

20.12.2017

Normativa e adempimenti

Assegno Sociale: cosa cambia dal 1 gennaio 2018

Tra gli argomenti di questo fine anno che riguardano gli anziani, sicuramente il più discusso è quello relativo alla cosiddetta pensione di vecchiaia che dal 1995 viene definita come Assegno Sociale. In pratica è una prestazione assistenziale, cioè una prestazione economica che non si basa, come le altre pensioni, sui contributi versati. Si tratta, quindi, di una provvidenza economica pensata per le persone anziane a basso reddito. L'assegno sociale è pagato dall'INPS su richiesta del cittadino, quindi previa presentazione della domanda per via telematica ed accettazione della stessa da parte dell'Istituto.

Il riconoscimento del diritto alla prestazione è provvisorio, nel senso che ogni anno l'INPS provvede a controllare se i cittadini che hanno ricevuto l'assegno continuano a possedere i requisiti di accesso, di residenza ed i limiti reddituali e quindi ad avere diritto alla prestazione, dal momento che questa non è reversibile ai familiari in vita e né può essere erogata all'estero. Nel corso degli anni i requisiti richiesti di anzianità si sono modificati in base alle prospettive di allungamento della vita, infatti nel 2012 occorreva avere 65 anni, nel 2013 servivano 65 anni e 3 mesi, per poi arrivare a 65 anni e 7 mesi nel 2015.

Le novità introdotte con il nuovo anno

A partire dal 1 gennaio del 2018 il parametro dell’età cambia ancora in quanto diventa necessario avere 66 anni e sette mesi. Oltre a questo parametro i richiedenti devono essere senza reddito, o quasi, quindi essere in stato di bisogno, devono avere la cittadinanza italiana e per gli stranieri comunitari serve l'iscrizione al comune di residenza, mentre per gli stranieri extracomunitari serve il permesso di soggiorno in CE di lungo periodo. La residenza italiana deve essere stabile e continuativa da almeno 10 anni mentre il limite di reddito richiesto non deve essere superiore a 5.824 euro l'anno, se invece si è coniugati non deve superare 11.649,82 euro.

Molti anziani che rientrano in questi parametri purtroppo vivono in condizioni di non autosufficienza a seguito di patologie dovute all’essere “vecchio”. Alzheimer, Parkinson, Osteoporosi, sono alcune delle malattie più diffuse tra loro e le esigue disponibilità economiche impediscono una adeguata cura assistenziale.

La Divisione Family Care di Openjobmetis in alcuni Comuni d’Italia collabora con i servizi sociali per organizzare programmi minimi di assistenza domiciliare integrata utilizzando al meglio le poche risorse che le istituzioni possono mettere a disposizione per migliorare le condizioni di queste persone anziane.