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21.09.2017

Salute e medicina

21 settembre 2017 - XXIV giornata mondiale dell'Alzheimer

Si parla sempre più frequentemente di questa terribile malattia: dell’Alzheimer se ne ricercano le cause, si sperimentano possibili terapieili per contrastarlo. Si pubblicano libri, si realizzano film e si organizzano congressi in cui si evidenzia la sempre maggiore diffusione di questa terribile malattia.
In occasione della XXIV Giornata Mondiale Alzheimer abbiamo raccolto alcune testimonianze dei famigliari, di chi quotidianamente convive con questo dramma.
 
 
 
 
(Rosa S. di Padova)
“Per 7 anni mi sono occupata di mia madre malata di Alzheimer, ho dovuto combattere con le piaghe da decubito, con i cateteri che non si posizionavano quasi mai nel posto giusto, con la difficoltà di praticare una corretta e indispensabile igiene quotidiana, con le continue infezioni a livello polmonare, ma anche con medici che si  limitavano ad applicare i "protocolli" e non prestavano mai attenzione alle condizioni generali di mia madre.
Sono passati 5 anni dalla sua morte che, lo confesso, ho sentito come una liberazione, e per questo ho dovuto poi combattere con i sensi di colpa. È ancora molto doloroso ricordare tutte le fasi della sua malattia, tuttavia ora so che mi può ascoltare e ciò mi fa sentire serena e mi infonde coraggio. La malattia ha potuto rendere terribili i 7 anni di vita di mia madre, ma non ha potuto cancellare l'affetto che ci ha unito per tutta la mia vita".
 
(Daniela A. di Bergamo)
“Due anni fa veniva diagnosticata a mio zio, ad appena 58 anni, la malattia di Alzheimer. Lui mi ha cresciuta come un padre, il mio ci ha lasciati quando ero piccola. La moglie ha deciso di portarlo in un centro di assistenza per anziani e da allora sono sconfortata: ancora non mi rassegno a vederlo lì dentro con la maggior parte dei malati di oltre 70-80 anni e lui, invece, ancora a tratti cosciente, che si domanda e ci domanda "Per quanto tempo dovrò stare ancora qui?", dolcissimo e per niente aggressivo. Purtroppo sono sola nella mia disperazione: sono certa che mio zio avrebbe bisogno di stare nella sua casa, accudito da personale competente, certo, ma nella sua casa."
 
(Alberto R. di Firenze)
"Mia madre aveva 78 anni quando ha iniziato a "dimenticare le cose". All’inizio si parlava solo di demenza senile e non di Alzheimer. Grazie alla diagnosi precoce e alla somministrazione tempestiva dei farmaci specifici, la progressione della malattia è stata lenta e ben tollerabile. Mia mamma aveva un ottimo carattere:buona, discreta, di poche pretese e così è sempre stata anche durante i 6 anni della malattia. I farmaci costavano oltre € 600,00 al mese, poi ho dovuto assumere una badante a tempo pieno; tutto a nostro carico senza aiuti dagli enti locali. Solo negli ultimi anni di vita è stata riconosciuta l'invalidità ed abbiamo ricevuto l'assegno di accompagnamento, poi vi è stato l'inserimento nel sistema di screening per l'Alzheimer ed abbiamo ricevuto i farmaci gratis, ma solo per 3 mesi perché i medici hanno ritenuto inutile somministrarli a una persona che dava risultati negativi al test."
 
È davvero tutto quello che posso fare, vivere il momento”, afferma un’intensa Julianne Moore da Oscar: in Still Alice interpreta una donna che si ritrova a combattere contro una forma precoce di Alzheimer.
 
La Divisione Family Care di Openjobmetis è vicina a tutte quelle famiglie che ogni giorno devono accudire amorevolmente i propri cari, cercando di rendere meno gravoso il peso della malattia, realizzando programmi personalizzati di assistenza domiciliare integrata.