Novità

22.02.2017

Salute e medicina

9 anziani su 10 assumono farmaci potenziali cause di disturbi di deglutizione.

Secondo uno studio dell’Irccs Inrca – Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani – l’87% degli anziani, che risiedono in Residenze Sanitarie Assistite, assumono da 1 a 4 farmaci al giorno in grado potenzialmente di provocare disfagia, ovvero la difficoltà ad ingerire cibi solidi o liquidi aumentando il rischio di malnutrizione.

Questa patologia – spiega Paolo Orlandoni, responsabile dell’Unità operativa di Nutrizione clinica dell’Inrca - comporta l’alterazione delle normali funzioni deglutitorie, interessa in genere il 20% delle persone sopra i 50 anni e dal 30 al 60% degli anziani che vivono in strutture residenziali o case di riposo.

La disfagia riguarda l’area della cavità orale, oppure faringe o esofago e può essere causata dall’indebolimento dei muscoli dovuto all’invecchiamento o da malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, nonché da farmaci assunti in maniera continuativa dagli anziani.

I risultati della ricerca in dettaglio

l’Inrca ha condotto un’indagine su 140 anziani all’interno di due Residenze Sanitarie Assistite (Rsa) nel territorio di Ancona per quattro mesi; il gruppo, composto per l’80% da donne e dal 20% da uomini, presentava un’età media di 86 anni. Il 60% con patologie degenerative e il 93% con polipatologie e un tempo medio di permanenza in struttura di più di 400 giorni. Il 79% dei pazienti era in grado di nutrirsi in maniera indipendente, con un tempo medio per pasto compreso tra 45 e 60 minuti.

Nel corso dello studio sono stati osservati e valutati lo stato nutrizionale (peso e indice di massa corporea), la dieta seguita, l’eventuale presenza di disfagia, rilevata nel 34% dei casi, e il numero medio di farmaci assunti al giorno, risultato pari a 8, con picchi di 19 nei casi più gravi. È emerso che il 34% degli anziani risultava con un Indice di Massa Corporea inferiore a 22 Kg/ m² mentre il 40% aveva registrato negli ultimi 6 mesi una perdita di peso non intenzionale superiore al 5%.

Secondo Claudia Venturini medico nutrizionista Inrca e coautrice dello studio, sono tre i meccanismi con cui i farmaci incidono negativamente sul processo deglutitorio. “Per questo è importante valutare periodicamente la funzionalità deglutitoria, in modo da intervenire ai primi sintomi di disfagia ed eventualmente sostituire un farmaco potenzialmente lesivo con un principio attivo meno dannoso, o addirittura sospenderlo se non strettamente necessario”.