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15.02.2017

Salute e medicina

L’osteoporosi: una malattia diffusa tra gli anziani

Le fratture da fragilità, principale complicanza della osteoporosi, rappresentano oggi uno dei maggiori problemi di salute destinato ad incrementarsi nel futuro prossimo. L’osteoporosi è una patologia sociale in quanto colpisce circa un terzo delle donne dopo la menopausa ed è oggi una delle cause più frequenti di morbilità, invalidità e mortalità tra la popolazione anziana, con un costo sociale elevato sia in termini sanitari che economici.

L’osteoporosi ha un legame con l’alimentazione in quanto è una malattia di origine metabolica che causa una progressiva riduzione della massa ossea ed un’alterazione della microarchitettura dell’osso, dalla quale deriva una notevole fragilità ossea che è all’origine di molte fratture verificatesi in seguito a traumi banali. Negli anziani non vi sono segnali che lascino presagire l’incombere della malattia, che è asintomatica, e spesso si manifesta con le tipiche “fratture da fragilità ossea“, che negli anziani sono particolarmente comuni al femore, ma possono verificarsi anche al polso, alle coste o alle vertebre.

La prima cura è l’alimentazione

Negli anziani è consigliabile mantenere un’alimentazione ricca di fosforo, calcio e vitamina D, la quale permette l’assorbimento del calcio. Si raccomanda un’assunzione moderata di sale e di altri alimenti quali spinaci, prezzemolo, uva, fichi, cioccolato, caffè e tè, ricchi di ossalati, sostanze che riducono l’assorbimento di calcio da parte dell’intestino; consigliatissimi invece legumi e ortaggi a foglia verde scura poiché apportano buone quantità di calcio e proteine vegetali, yogurt e latte (dei quali sarebbe bene consumare una porzione al giorno) ed anche i formaggi, prediligendo varietà come il Grana parmigiano DOP, che è poco calorico e per cui “amico” del colesterolo.

Per quanto riguarda la vitamina D, invece, si raccomanda di introdurre nella propria dieta quotidiana aringhe e alici e di esporsi al sole non filtrato da superfici vitree per 10-15 minuti al giorno d’estate e per 20-30 minuti nel periodo invernale, dal momento che i raggi solari sono necessari per la sintesi di questa vitamina fondamentale per combattere l’osteoporosi negli anziani. Infine per contrastare la malattia è bene praticare attività fisica in quanto rinforza l’osso e ne stimola la nuova formazione. Infatti il movimento aiuta il corpo a sviluppare reazioni di difesa alle cadute, fatto che permette di rendere eventuali incidenti fisicamente meno traumatici. Pertanto si consiglia di camminare per almeno un’ora al giorno, poiché questa semplice attività, producendo una sollecitazione ritmica prolungata, permette di rafforzare l’apparato scheletrico limitando i danni dell’ osteoporosi negli anziani.

Diversi tipi di osteoporosi

OSTEOPOROSI PRIMARIE

  • osteoporosi idiopatica (la forma più rara di tutte, la cui causa non è chiara)

  • osteoporosi di tipo I o post-menopausale (dovuta alla caduta della produzione ormonale)

  • osteoporosi di tipo II o senile (dovuta a varie cause, tra cui: immobilizzazione, ridotto apporto di somatotropina, testosterone, calcio, magnesio, vitamina D, vitamina K e altri importanti micronutrienti, ridotta funzione dell’enzima 1a-idrossilasi che produce l’ormone attivo della vitamina D (il calcitriolo).

Queste tipologie di osteoporosi si manifestano principalmente nell’osso trabecolare, che è soggetto al maggior numero di fratture.

OSTEOPOROSI SECONDARIE

Le osteoporosi secondarie sono un gruppo ricco di varianti, ma costituiscono solo il 5% delle osteoporosi. Le principali sono classificabili come causate da:

  • iperparatiroidismo

  • utilizzo di farmaci osteopenizzanti, antiepilettici, eparine, anticoagulanti orali, diuretici dell’ansa e alcuni farmaci contro l’HIV.

  • basso peso corporeo