Novità

08.02.2017

Salute e medicina

Il passo lento degli anziani?

È stata pubblicata dalla rivista Jama Neurology una nuova ricerca sul decadimento cognitivo, vero e proprio male del secolo, condotta dall’Università di Pittsburgh. Lo studio afferma che normalmente il rallentamento della motricità si manifesta nelle fasi pre-cliniche della malattia di Alzheimer e accelera in coloro che successivamente sviluppano decadimento cognitivo lieve e demenza. È emerso che questo rallentamento potrebbe essere associato alla deposizione, nel cervello, di placche di beta-amiloide, che distruggono le sinapsi.

Una proteina che rallenta le attività

A spiegare il rallentamento, sembra che anche negli individui anziani senza demenza vi sia la presenza di livelli molto elevati di proteina beta-amiloide, evidenziata in più di sei casi su dieci del campione. ”In genere il rallentamento della motricità si manifesta nelle fasi pre-cliniche della malattia di Alzheimer – ha detto Neelesh Nadkarni, dell’Università di Pittsburgh in Pennsylvania, principale autore dello studio – e accelera in coloro che successivamente sviluppano decadimento cognitivo lieve e demenza di Alzheimer. Negli individui anziani senza demenza, la presenza di elevati livelli di fibrille di beta-amiloide sono stati evidenziati nel 30-65% dei casi di individui tra gli 80 e gli 88 anni di età. L’eccessiva quantità di beta-amiloide a livello cerebrale può svolgere un ruolo nel rallentamento del cammino negli anziani senza demenza, sebbene sia poco consistente la ricerca per sostenere questa correlazione”.

Nonostante la ricerca dell’Università di Pittsburgh è solo all’inizio, giacché – ad esempio – un test comparativo ha evidenziato che i soggetti anziani che hanno meno depositi di beta-amiloide hanno una maggiore capacità motoria rispetto agli altri, ma presentano anche una più alta incidenza di cadute, risulta però significativa e importante perché chiarisce la relazione tra beta-amiloide e funzione motoria, soprattutto in termini di deambulazione.