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05.10.2016

Salute e medicina

Disabilità oncologica e assistenza domiciliare.

Nel nostro Paese ogni anno 270 mila cittadini vengono colpiti dal cancro. Quasi il 50% riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti, mentre nell'altro 50% una buona quota in ogni caso sopravvive più o meno a lungo. Per molte patologie oncologiche, infatti, la ricerca scientifica e la medicina hanno raggiunto traguardi insperati in materia di completa guarigione o di cronicizzazione per molti anni. Nel tempo si sono sviluppate nuove norme a tutela dei malati oncologici, sono nate collaborazioni tra associazioni ed istituzioni per individuare criticità e suggerire soluzioni per la diffusione delle ‘informazioni dei diritti dei malati e dei loro familiari. La necessità di cura e assistenza del malato di cancro infatti non si esaurisce con i trattamenti terapeutici di vitale importanza. Per questo l’ordinamento giuridico prevede tutele giuridiche e benefici economici che consentano al malato e alla sua famiglia di continuare a vivere dignitosamente, nonostante la malattia e le terapie.

INVALIDITÀ CIVILE E INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

Lo Stato riconosce ai malati oncologici l’invalidità civile, a prescindere da qualunque requisito assicurativo o contributivo essi abbiano. Secondo le tabelle ministeriali di valutazione (D. M. Sanità 5/2/1992), tre sono le percentuali di invalidità civile per patologia oncologica:

- per neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale: l'11%

- per neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale: il 70%

- per neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica: il 100%

La domanda deve essere inoltrata all’INPS per via telematica e la procedura si articola in due fasi:

- La prima prevede che il medico curante invii per via telematica all'INPS il certificato medico digitale che attesta la patologia oncologica, le terapie in atto e lo stato obiettivo di salute del paziente. Copia del certificato viene consegnata all'interessato unitamente alla ricevuta di trasmissione con il numero di certificato che dovrà essere indicato dal malato all'atto dell'invio della domanda telematica all'INPS.

- La seconda avviene entro 30 giorni dall'invio del certificato medico digitale e si realizza mediante la compilazione e l'invio, da parte del malato, della domanda di riconoscimento dell'invalidità civile e dell'handicap.

Per evitare di doversi sottoporre più volte alla visita medico-legale della ASL è consigliabile chiedere il riconoscimento contestuale di: invalidità civile (L. 118/1971); handicap (L. 104/1992) se del caso, collocamento obbligatorio (L.68/1999). Se a causa della malattia si hanno problemi di deambulazione o non si è più autonomi nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (alimentazione, igiene personale, vestizione), si può richiedere il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento (Legge 18/1980 e Legge 508/1988; Decreto Legge 509/1988).

AGEVOLAZIONI FISCALI ED ESENZIONI –

Il riconoscimento civile di una invalidità dà diritto all'esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto, nonché per le eventuali complicanze, la riabilitazione e la prevenzione di ulteriori aggravamenti (D. M. Sanità 329/1999). Nel caso in cui l’invalidità sia pari al 100%, il malato ha diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci e visite, anche quelle non collegate alla patologia tumorale.

Il codice identificativo delle patologie tumorali è lo 048; il medico di base è tenuto ad indicarlo sulle impegnative. La richiesta di esenzione al pagamento deve essere presentata alla ASL territorialmente competente.

Per chi ha difficoltà all'uso delle cinture di sicurezza in automobile (per es. i cardiopatici, chi ha subìto interventi chirurgici al cuore, al torace, alla mammella, ecc., e/o per chi ha cicatrici in punti toccati dalle cinture), è possibile ottenere l'esonero dall'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza, portando al Distretto Sanitario di appartenenza una carta che certifichi l'avvenuto intervento chirurgico e/o che attesti eventuali ulteriori problematiche.

Inoltre il Servizio Sanitario Nazionale fornisce gratuitamente ausili, ortesi e protesi ai malati che ne hanno diritto. Alle donne mastectomizzate, il Servizio Sanitario Nazionale, fornisce gratuitamente, a semplice richiesta corredata da idonea documentazione, la protesi mammaria esterna.

L'assistenza sanitaria all'estero è consentita, in via di eccezione e dietro adeguata richiesta, solo presso centri di altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione che non sono ottenibili in Italia in modo adeguato o tempestivo.

TUTELA LAVORATIVA –

In ambito lavorativo l'art. 2110 del Codice Civile dice che "In caso d'infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge o le norme corporative non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un'indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità ".

Questo articolo definisce come sia diritto del lavoratore assente per malattia percepire la retribuzione o una prestazione economica sostitutiva (l'indennità di malattia) , continuando a maturare anzianità di servizio, e non essere licenziato durante il periodo di malattia.

Contestualmente la legge stabilisce però un limite del periodo di conservazione del posto, il cosiddetto "periodo di comporto", alla scadenza del quale il datore di lavoro, se vorrà, potrà recedere dal contratto, a norma dell'articolo 2118, licenziando il lavoratore nel rispetto della normativa sul licenziamento individuale (licenziamento per giusta causa). Ogni singolo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro definisce la durata del periodo di comporto e degli altri eventuali periodi di assenza aggiuntiva, nonché dei periodi in cui spetta la retribuzione intera e successivamente ridotta, e l'entità della riduzione.

Per la Legge 104/1992, il lavoratore con handicap in situazione di gravità ha diritto a 2 ore di permesso giornaliero retribuito o 3 giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa; anche il familiare che assiste ha diritto, invece, a 3 giorni mensili.

Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, con l'art. 46, ha modificato la disciplina sul part-time (D.L. 25/02/2000, n. 61) introducendovi l'articolo 12 bis, che riconosce ai lavoratori del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali persiste una ridotta capacità lavorativa il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale verticale od orizzontale. Egualmente la norma attribuisce al lavoratore il diritto di tornare a lavorare a tempo pieno, qualora lo richieda.

In base all'art. 10 del D.L. 23/11/1988, n. 509: "Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell'art. 2, comma 1, della L. 26/07/1988, n. 291", qualora dalla malattia derivi una invalidità superiore al 50%, il lavoratore ha diritto di fruire ogni anno di un congedo retribuito fino a trenta giorni (anche non continuativi) per le cure connesse alla sua infermità.

Ricordiamo che il medico dovrà attestare che la cura è direttamente connessa al tipo di invalidità del lavoratore. Durante il congedo per le cure, il lavoratore invalido ha diritto ad un trattamento calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia.