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24.08.2016

Salute e medicina

Dopo i 75 anni, la pressione massima deve restare sotto i 120

Vuoi ridurre del 33% i rischi cardiovascolari, dopo i 75 anni? Mantieni la tua pressione massima sotto i 120. Secondo un team di ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem, infatti, mantenere i livelli massimi della pressione sanguigna entro i 120 millimetri di mercurio (mmHg) riduce il rischio di eventi cardiovascolari. Questa ricerca è stata pubblicata sulla rivista Jama ed è emerso che il valore di pressione sistolica pari a 140 mmHg, che negli Stati Uniti è nella norma, dovrebbe diminuire per le persone in età avanzata; in Italia il valore massimo da non superare è di 120 mmHg non solo per gli anziani, ma per tutta la popolazione.

 

I dati della ricerca in dettaglio

Nello studio sono stati coinvolti 2636 persone di età pari o superiore ai 75 anni, con disturbo di ipertensione. I partecipanti, divisi in due gruppi, sono stati invitati a seguire dei trattamenti volti a ridurre la pressione sanguinea: il primo gruppo doveva mantenere un valore massimo di 120 mmHg, mentre il secondo gruppo un valore massimo di 140 mmHg. L’esperimento è durato circa tre anni e mezzo, con un monitoraggio della pressione trimestrale e, se necessario per rimanere entro i parametri stabiliti, l’eventuale modifica della dose di farmaci.
 
Dalla ricerca è emerso che entrambi i gruppi hanno beneficiato delle terapie anti-ipertensive, però i partecipanti del gruppo con livelli pressori entro i 120 mmHg, avevano condizioni sanitarie migliori, correndo un rischio di morte inferiore del 32% e un rischio di incorrere in eventi cardiovascolari (es. ictus, infarto, scompenso cardiaco) inferiore del 33%. Il Professor Williamson, direttore della ricerca, osserva che: “I nostri risultati hanno implicazioni importanti per il futuro della terapia dell'ipertensione negli adulti più anziani, sia a causa dell'elevata prevalenza della pressione alta in questa fascia d'età, sia a causa delle conseguenze devastanti che l'ipertensione può avere sulla capacità degli anziani di essere indipendenti. Ricordiamo – inoltre - che quasi la metà degli anziani che vengono ricoverati in ospedale al momento della diagnosi o del ricovero soffrono di complicanze dell'ipertensione, come l'insufficienza cardiaca, l'ictus o l'infarto.