Novità

13.07.2016

Salute e medicina

Aumentano i casi di malattie neurodegenerative

Lo scorso 10 e 11 giugno si è tenuto a Pistoia il 7° congresso nazionale sui Centri Diurni Alzheimer: argomento centrale è stato l’aumento dei malati in relazione all’invecchiamento della popolazione e contestualmente la diminuzione di famiglie che si rivolgono ai centri diurni.
Secondo il Censis, infatti, sono oltre 600 mila i casi di Alzheimer ogni anno e il trend dell’invecchiamento della popolazione è destinato ad aumentare, pari al 22% della popolazione.
 
Secondo la ricerca realizzata dal Censis con l’Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer), si è stimato a livello mondiale, per il 2015, oltre 9,9 milioni di nuovi casi di demenza all’anno, cioè un nuovo caso ogni 3,2 secondi e i costi diretti dell’assistenza in Italia ammontano a oltre 11 miliardi di euro, di cui il 73% a carico delle famiglie.
 
 

Assistenza familiare privata e qualificata per i malati

L’età media dei malati di Alzheimer è di 78,8 anni e il 72% dei malati è costituito da pensionati. Negli ultimi anni nell’assistenza al malato sono aumentati i partner (caregiver) (sono passati dal 25,2% del totale del 2006 al 37% del 2015), però la Badante rimane una figura centrale per l’assistenza al malato di Alzheimer, a cui fanno ricorso il 38% delle famiglie.

Questo dato spiega l’aumento e l’importanza della quota di malati che vivono in casa propria, in particolare con l’assistenza familiare (aumentati dal 12,7% al 17,7%). Infatti recentemente è diminuito il ricorso a tutti i servizi per l’assistenza e la cura dei malati di Alzheimer a favore di un aumento del ricorso all’assistenza familiare privata: centri diurni (dal 24,9% al 12,5% dei malati), ricoveri in ospedale o in strutture riabilitative e assistenziali (dal 20,9% al 16,6%), assistenza domiciliare integrata e socio-assistenziale (dal 18,5% all’attuale 11,2%).