Novità

15.06.2016

Normativa e adempimenti

Colf e Badanti: l’importanza dell’assunzione

L’ultima ricerca pubblicata dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) dal titolo «Protezione sociale per i lavoratori domestici: evoluzione delle politiche e tendenze statistiche», evidenza che il 90% dei lavoratori domestici a livello mondiale – di cui l’80% è rappresentato da donne - sia privo di protezione sociale.
 
Isabel Ortiz, Direttrice del Dipartimento della Protezione Sociale dell’ILO afferma che “ Di solito, il loro lavoro domestico è sottovalutato e non protetto; i lavoratori domestici che vanno avanti con gli anni o quelli che subiscono degli incidenti professionali vengono licenziati, senza avere accesso alla pensione o ad un sostegno al reddito adeguato. Questa situazione può e deve essere risolta”.
 
Il lavoro domestico viene considerato come un settore difficile da monitorare, in parte perché il lavoro viene effettuato in abitazioni private e spesso per più di un datore di lavoro, in parte per la presenza ancora radicata del lavoro sommerso. Sempre secondo lo studio, questo deficit di sicurezza sociale colpisce anche alcuni paesi industrializzati, tra cui l’Italia con il 60 per cento dei lavoratori domestici non registrati presso gli enti previdenziali, senza il pagamento contributivo e quindi senza copertura sociale e assicurativa.
 

La Convenzione del lavoro domestico

In un’ottica di miglioramento della legislazione e delle pratiche nazionali, anche in materia di protezione sociale, l’ILO ha adottato nel 2011 la Convenzione (n. 189) del lavoro domestico e la Raccomandazione (n. 201) sui lavoratori domestici. Questi rappresentano i due più importanti strumenti internazionali che dettano  di principi di base e standard di lavoro minimi per il settore.
La Convenzione n. 189 dell’ILO è stata ratificata dall’Italia e da altri 21 paesi . 
 
Sicuramente questo alert da parte dell’ILO può sembrare allarmante, ma contestualmente è importante sottolineare gli sforzi che si stanno mettendo in atto in Europa: lo scorso Maggio il Parlamento Ue ha approvato una risoluzione sul lavoro domestico per garantire una maggiore accessibilità a cure di qualità, al fine di ridurre le assunzioni irregolari di colf e badanti e di offrire alternative di carriera legali ai lavoratori domestici all'interno di servizi di assistenza sociale.
 
In Italia, però non dimentichiamoci, che il mercato del lavoro domestico è regolamentato dal contratto nazionale del lavoro Colf e Badanti, che disciplina tutti gli aspetti di lavoro tra datore di lavoro e lavoratore. Nel momento in cui la persona viene assunta regolarmente ha diritto a tutte le tutele previste per qualsiasi lavoratore subordinato di qualsiasi altro settore. Sicuramente la strada intrapresa di sensibilizzazione del settore, è il giusto approccio affinché ci sia più tutela sia per il lavoratore sia per la famiglia.
 
Infatti in Italia, qualora la risorsa venga assunta regolarmente, al termine della carriera come assistente domiciliare può accedere a forme di sostegno al reddito e a forme pensionistiche. Inoltre se il rapporto di lavoro viene regolarizzato tramite un’Agenzia per il Lavoro, quest’ultima può attivarsi, come da suo DNA, al supporto alla ricollocazione dei lavoratori.