Novità

04.05.2016

Corsi e formazione

Nel Regno Unito mancano sempre più infermieri

Il Comitato per le politiche sull’immigrazione del Governo inglese (MAC) ha confermato la professione dell’infermiere nella lista di quelle per le quali è possibile assumere liberamente dall’estero.

Nella sua più recente relazione il Comitato per le Politiche sull’Immigrazione (MAC) ha dovuto rivedere le precedenti indicazioni, più restrittive, circa la possibilità per gli infermieri professionali di accedere liberamente al mercato del lavoro britannico: l’arrivo di più infermieri dall’estero dovrebbe permettere di affrontare il problema della scarsità di professionisti sanitari nella stessa Gran Bretagna. Secondo il Ministero della Salute inglese serviranno almeno altri  tre anni affinché gli infermieri nati nei domini di Sua Maestà siano sufficienti per raggiungere il numero necessario al Sistema Sanitario nazionale.

Quali le principali cause di questa disaffezione degli inglese alla professione dell’infermiere? Secondo il MAC i principali problemi sono legati alla formazione del personale, ai bassi stipendi e, in generale, al ridotto interesse dei giovani nei confronti di questa nobile professione, problemi che la spending review nella sanità inglese ha contribuito ad esacerbare.
L’unica soluzione per l’immediato, quindi, è di permettere agli infermieri dall’estero, ed in particolare dai Paesi extra Europei, di accedere al mercato del lavoro inglese con una certa facilità: agli infermieri provenienti dalle ex-colonie britanniche la padronanza della lingua agevola il compito.
 

I tagli alla Sanità creano circoli viziosi

 
Il Prof. Metcalf, presidente del MAC, però, non è per nulla convinto che questa sia la soluzione per il medio-lungo termine. Metcalf infatti ritiene che sia piuttosto necessario prima reclutare e poi preservare il Personale fornendo sufficienti incentivi ed opportunità. La scarsità di infermieri sarebbe dovuta principalmente alla riduzione di quasi il 20% dei centri di formazione tra il 2009 ed il 2013 ed alle continue pressioni sul budget della Sanità, che ha portato alla riduzione della paga degli infermieri. Proprio per quest’ultimo aspetto, gli esperti sono anche preoccupati che il reclutamento di infermieri extraeuropei porti ad un ulteriore abbassamento dei salari, dando vita ad un circolo vizioso che rischia di deteriorare ulteriormente la situazione degli infermieri in Gran Bretagna: per questo sono state comunque stabilite limitazioni al reclutamento dai Paesi extra UE, che aumentano gradualmente anno dopo anno.
 
D’altra parte, il progressivo innalzamento delle aspettative di vita e quindi, in generale, dell’età media della popolazione preme ulteriormente sul Sistema Sanitario britannico, come in tutti i paesi dell’Unione Europea: una popolazione più anziana è, purtroppo, anche una popolazione meno sana. È importante che il paziente non venga ospedalizzato per troppo tempo, ma che venga reinserito, il prima possibile, nella propria comunità locale: in questo  è fondamentale anche il compito del medico di base (GP) e dell’assistenza sociale e sanitaria sul territorio.
 
In Italia non sempre vi sono servizi sociali efficienti in grado di assistere la persona anziana al suo domicilio, specialmente nei periodi post-ricovero e di riabilitazione e reinserimento sociale, così che l’onere dell’assistenza spesso finisce per gravare sulla famiglia: in questi casi l’intervento di operatori privati che forniscono qualificati servizi di assistenza alla Persona risulta sia di grande utilità per l’assistito, sia di notevole aiuto per la famiglia.