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27.04.2016

Normativa e adempimenti

Come si deve retribuire una badante?

Breve guida su inquadramento e retribuzione, per una corretta applicazione delle normative vigenti

Il mercato del lavoro in ambito domestico viene disciplinato dal Contratto Collettivo Nazionale delle Colf e Badanti e nasce per disciplinare il rapporto tra lavoratori e datore di lavoro. Collettivo, perché riguarda indistintamente tutti i lavoratori del settore oggetto del contratto e Nazionale, perché vale per tutte le realtà che si trovano all'interno del territorio italiano ed è il frutto della trattativa tra i sindacati dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro. Di seguito abbiamo riassunto un breve elenco delle domande più ricorrenti, con relative informazioni di merito:

1) Cos’è l’inquadramento del lavoratore?

I collaboratori domestici vengono classificati secondo livelli di appartenenza, a loro volta definiti in funzione della tipologia di attività svolta e della quantità di esperienza o specializzazione. L'inquadramento che ne consegue sancisce quindi la retribuzione minima stabilita dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) che viene rinnovato ogni due anni.

2) Come posso individuare il livello corretto?

La prima importante valutazione per stabilire il livello di appartenenza è quella di definire se la Risorsa debba occuparsi solo delle mansioni domestiche oppure di Assistenza alla Persona. Nel primo caso la classificazione viene così definita:

  • Livello A - Collaboratori familiari generici, non addetti all'assistenza di persone, con esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 12 mesi;
  • Livello A Super - Livello A Super ­ Addetto alla compagnia, baby sitter (mansioni occasionali e/o saltuarie);
  • Livello B - Collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, ancorché a livello esecutivo.

Nel caso in cui la risorsa si occupi di Assistenza alla Persona, esiste una distinzione tra autosufficiente e non autosufficiente:

  • Livello B Super - Assistente a persone autosufficienti;
  • Livello C Super - Assistente a persone non autosufficienti, priva di specifica
  • Livello D Super - Assistente a persone non autosufficienti con specifica formazione. Svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.

Nel caso in cui il collaboratore domestico non ricada in alcuno dei casi precedenti, come previsto dal Contratto Colf e Badanti, ci sono altre possibili mansioni cui guardare: cuoco, collaboratore domestico con mansioni di coordinamento/responsabilità o addetto alla sola presenza notturna:

  • Livello C - Collaboratori familiari che, in possesso di specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, operano con totale autonomia e responsabilità;
  • Livello D - Collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzato da responsabilità, autonomia decisionale e/o di coordinamento.

3) Qual è l’orario di lavoro dei un collaboratore familiare convivente?

In caso di convivenza e di lavoro a tempo pieno, l'attuale durata normale dell'orario di lavoro è concordata tra le parti a partire da un minimo di 31 e fino ad un massimo di 54 ore settimanali. Tali accordi vanno esplicitati nel contratto stipulato con una chiara indicazione delle mansioni e delle ore effettivamente erogate.

Il lavoratore convivente ha diritto:

  • ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata ed a un riposo intermedio, nelle ore pomeridiane, non inferiore a 2 ore;
  • del tempo necessario alla fruizione del pasto, in quanto trascorso senza effettuare prestazioni lavorative, non viene computato nell’orario di lavoro. Va inoltre considerato come il tempo necessario alla cura della persona e delle cose personali dovrà essere effettuato dal lavoratore al fuori dell’orario di lavoro.

Va inoltre considerato come il tempo necessario alla cura della persona e delle cose personali dovrà essere effettuato dal lavoratore al fuori dell’orario di lavoro.

Vengono considerate prestazioni di presenza notturna quelle effettuate in una fascia oraria interamente ricompresa tra le ore 21.00 e le ore 8.00 del giorno successivo e prevedono che il datore di lavoro metta a disposizione del lavoratore un alloggio idoneo per il completo riposo notturno.

4) E’ necessario garantire un riposo settimanale alla Risorsa?

Il riposo settimanale è di 36 ore e deve essere goduto per:

  • 24 ore di domenica (o altra giornata stabilita nel contratto di assunzione). Questo riposo è irrinunciabile. In caso di richiesta di prestazione lavorative per esigenze imprevedibili le ore vanno retribuite con la maggiorazione del 60% sia per i lavoratori non conviventi che per i lavoratori conviventi.­
  • 12 ore in qualsiasi altro giorno della settimana. Qualora fossero richieste prestazioni lavorative nel giorno fissato, il riposo può essere goduto in altro giorno della settimana (in assenza di recupero le ore lavorate vanno retribuite con la maggiorazione del 40% sia per i lavoratori non conviventi che per i lavoratori conviventi).

5) Esistono aumenti retributivi prestabiliti?

Esistono i cosiddetti scatti di anzianità: per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro, al lavoratore spetta un aumento pari al 4% sulla retribuzione minima contrattuale, per un massimo di 7 scatti.

6) Quali altri elementi devono essere riconosciuti ai collaboratori familiari da contratto collettivo nazionale?

Diritto alle festività

Le giornate considerate festive sono il 1° gennaio, il 6 gennaio, il lunedì di Pasqua, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, il 1° novembre, l’8 dicembre, il 25 dicembre, il 26 dicembre ed il giorno del S. Patrono. In queste giornate il lavoratore ha diritto al completo riposo e alla retribuzione normale. Se una delle festività sopra elencate coincide con la domenica o nel giorno di riposo stabilito, il lavoratore ha diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione. Se invece è lavorata è dovuto, oltre alla normale retribuzione giornaliera il pagamento delle ore lavorate maggiorate del 60%.

Diritto alle ferie

Indipendentemente dalla durata dell'orario di lavoro, per ogni anno di servizio il lavoratore ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie se la distribuzione dell'orario di lavoro settimanale è su 6 giorni (occorre proporzionare se i giorni lavorativi sono inferiori a sei). La retribuzione dei giorni di ferie è maggiorata dell'indennità sostitutiva di vitto se dovuto. Le ferie non possono essere monetizzate (salvo i giorni non goduti che residuano alla cessazione del rapporto di lavoro).

Il CCNL Colf Badanti prevede una mensilità aggiuntiva, pari alla retribuzione maggiorata dell'indennità sostitutiva di vitto. Mentre il TFR (Trattamento di fine rapporto) deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro e indicativamente corrisponde ad una mensilità per ogni anno di servizio prestato.

Il collaboratore domestico può essere assunto direttamente dalla famiglia o tramite Agenzia per il Lavoro. In quest’ultimo caso la Divisione Family Care di OJM si occupa di tutti gli aspetti legati alla ricerca, selezione, assunzione e gestione dell’assistente familiare in funzione alle esigenze dell’assistito. Un sostegno concreto alle famiglie, che possono contate su un partner di fiducia, in grado di occuparsi di tutte le necessità di carattere contrattuale e normativo, garantendo anche la sostituzione in caso di assenza dell’assistente familiare.